I miei giorni di luce con Osho: Capitolo Sedicesimo

Libro di Prem Shunyo

Relazioni amorose

Tornai a Londra, dove attesi un mese che si chiarisse la situazione: si poteva entrare in India, oppure anche lì i visti venivano annullati?

Vivek raggiunse Osho a Bombay due settimane prima di me. Pian piano seguirono tutti gli altri componenti di quell’incredibile carovana e di nuovo riprese il nostro ritmo comunitario: io vivevo con Milarepa in una stanza che divenne anche la mia lavanderia; Osho viveva in casa di un sannyasin che lo aveva seguito in America, Suraj Prakash.

Devo ammettere che i discepoli indiani che avevano vissuto l’esperienza di Rajneeshpuram erano maturati molto e si presentavano ora come una perfetta fusione di Oriente e Occidente… l’uomo nuovo di cui Osho aveva sempre parlato. E del quale ora riprese a parlare, “per dare gli ultimi ritocchi al quadro che ho tratteggiato per anni”, come disse lui una sera. Il discorso serale di Osho divenne il cuore di quei giorni: all’inizio erano presenti un centinaio di persone, ma il numero iniziò a crescere, man mano che la voce si spargeva, e dall’Occidente accorrevano sannyasin stanchi di una lontananza protrattasi per mesi. Qualcuno non vedeva Osho dall’anno prima, cioè da quando aveva lasciato l’America.

Quella serie di discorsi si intitolava: ‘oltre l’illuminazione’. Io non avevo ancora capito cosa fosse l’illuminazione e in verità non riuscivo a concepire qualcosa che fosse al di là! Ero ancora all’inizio del viaggio,o così mi sembrava. E, in verità, in quel periodo ero più preoccupata per il mio rapporto con Milarepa che non per l’illuminazione, per cui vorrei cogliere l’occasione per allontanarmi un po’ dal sentiero interiore, e avventurarmi nelle valli che le ‘relazioni amorose’ creano, in modo da mostrare come Osho mi abbia aiutata a capire cos’è che fa impazzire gli uomini per le donne, e le donne per gli uomini. In centinaia di discorsi, come pure nei darshan, Osho ha illustrato le diverse sfumature dei problemi che il rapporto donna/uomo crea. In verità, questo sembra essere l’ostacolo maggiore, per i discepoli occidentali: di certo è l’area in cui maggiormente la nostra energia devia, in un continuo girare a vuoto. È un perenne circolo vizioso. Ricordo i primi anni a Pune: ogni sera, al darshan, le coppie andavano da Osho a raccontare i problemi che stavano affrontando. Lui ascoltava con una pazienza infinita e provava a spiegarci in migliaia di modi di non prendere queste cose troppo seriamente e di crescere in amore e comprensione. A volte arrivava a suggerire alle coppie tecniche di meditazione da fare insieme. Allora io stavo vivendo la mia luna di miele con la meditazione, e non capivo come fosse possibile farsi distrarre così facilmente. Nella meditazione mi sentivo così appagata e contenta di me stessa che non avevo bisogno ‘dell’altro.’Ma è necessario trovare un equilibrio molto sottile, perché ho anche sentito Osho dire che non voleva vederci vivere nel celibato, come suore e preti. Inoltre, naturalmente, ci sono le esigenze biologiche, con le quali non si può, né è consigliabile, combattere assumendo a scusa un concetto mentale del tipo: “Io sono un meditatore – non ho bisogno di stare con nessuno.” Se un periodo di celibato e di solitudine arriva naturalmente, è un altro conto. Tutto ciò che accade naturalmente deve essere permesso. E ci sono stati periodi di uno o due anni, in cui m iveniva del tutto naturale stare da sola, ma poi oscillavo di nuovo verso le relazioni amorose. Io definisco ‘relazione’ quando due persone stanno insieme anche dopo che il fiore dell’amore è appassito e loro mantengono il rapporto per bisogno, attaccamento e speranza che l’amore torni a infiammarsi,anche se nel frattempo litigano. Questo diventa un gioco di potere, una continua altalena tra chi dei due domina l’altro. Ci vogliono un coraggio e una consapevolezza incredibili per vedere quando una storia d’amore sta diventando una relazione ed è arrivato il momento di separarsi in amicizia. Per me, la cosa più importante è vivere pienamente, esplorare le mie profondità interiori ed esprimere me stessa creativamente. Se una storia d’amore con qualcuno intensifica e ispira questi fattori, allora va bene, altrimenti no. Non mi interessa minimamente trovare soluzionic he “facciano funzionare la coppia” a tutti i costi. Non attribuisco alcun valore al matrimonio “celebrato in cielo” e che durerà in eterno, perché penso che sia qualcosa di impossibile. Ci possono essere delle eccezioni in questo mondo, ma io non ne ho mai incontrate. In passato,ma ancor oggi in molti monasteri, i monaci e le suore, e molti ricercatori della verità in genere, hanno rinunciato all’amore e al sesso. Si sono separati completamente dal sesso opposto, e riesco a capirne il motivo: quando mi innamoro di qualcuno, si scatena un putiferio. Tutte le emozioni, dalla rabbia, alla gelosia, ai desideri che non pensavo più di avere, mostrano il loro volto orribile.

Essere con Osho e assaporare tutte le sfumature della vita, è la più grande sfida che si possa immaginare. Con lui, non c’è nulla di proibito; esiste solo un elemento in più da aggiungere in ogni situazione, la consapevolezza. Osho condivide con chi lo ascolta la sua saggezza, poi si tira indietro e lascia la totale libertà di capirlo oppure no. Ha fiducia nel fatto che, anche se non riusciamo a capirlo oggi, grazie ad altre e nuove esperienze, e alla nostra intelligenza, diventeremo più consapevoli e prima o poi lo capiremo. E non fa assolutamente nulla per interferire in questo processo. Dalle altezze da cui Osho ci guardava, doveva apparirgli veramente ridicolo il fatto che noi venivamo continuamente intrappolati nel circolo vizioso delle relazioni amorose. Ciò che gli sentivo dire, sembrava semplicissimo:come mai non possiamo vivere le nostre storie d’amore in maniera semplice? Perché dobbiamo sempre soffrire? Una cosa l’ho compresa: una delle ragioni è la dipendenza che nasce allorché si usa l’altro come mezzo per evitare di confrontarsi con la propria solitudine. Ma, in verità, a me è stato difficile digerire ciò che Osho diceva sulle relazioni d’amore, perché andava contro i miei condizionamenti più profondi. Tutte le canzoni che ho sentito cantare in gioventù, parlavano del “MIO uomo”, della “MIA donna” e mi ci sono voluti anni perché assimilassi il fatto che due persone sono assolutamente libere e nessuno appartiene a nessun altro.

“La libertà è un’esperienza di gioia assoluta. Il tuo amante si gode la libertà, tu ti godi la libertà. Vi incontrate in libertà e vi lasciate in libertà. E forse la vita vi farà incontrare di nuovo. Ed è molto probabile…tutte le ricerche fatte sui rapporti d’amore, indicano un fenomeno che fino a oggi non è stato accettato dalla società. Ancora, quando dico queste cose, vengo biasimato in tutto il mondo. Quando il tuo uomo si interessa a un’altra donna, non vuol dire che nonti ami più; vuol dire semplicemente che vuole provare un gusto diverso. Nel mondo nuovo, al quale ho dedicato tutta la mia vita, non dovrebbe esistere il matrimonio – ma solo gli amanti. Fino a quando sono contenti di stare insieme, possono stare insieme; e quando sentono di essere stati insieme troppo a lungo, un piccolo cambiamento farà benissimo. Non ci saranno né tristezza, né rabbia, ma solo una profonda accettazione della natura.” (The Golden Future)

In Oriente sono molto comuni i matrimoni combinati dalle famiglie, anche se cominciano a non essere più di moda. Era il modo in cui, in molte società tradizionali, veniva risolta l’instabilità dell’amore – in quel modo si creò il matrimonio, quale istituzione. E Osho ha spiegato:“Il matrimonio vecchio stile è fallito. Ma neppure il nuovo funziona, perché è solo una reazione al matrimonio vecchio stampo. Non nasce dalla comprensione, ma come reazione, come rivolta – il ‘matrimonio d’amore’. Voi non sapete cos’è l’amore. Ma vedete un bel viso, vedete un bel corpo e pensate: ‘Oh mio dio, mi sono innamorato!’ Questo amore non durerà, perché dopo due giorni, ti stuferai di vedere la stessa faccia ventiquattro ore su ventiquattro. Lo stesso corpo… ne hai già esplorata l’intera topografia; ora non c’è più niente da scoprire. Esplorare la stessa geografia giorno dopo giorno, ti fa sentire un idiota. Che senso ha? Questa storia d’amore, questo matrimonio d’amore, sta fallendo, è già fallito. La ragione è che non sapete aspettare in modo che l’amore possa accadere. Dovete imparare uno stato di attesa meditativa. In questo caso l’amore non è passione, non è un desiderio. Allora l’amore non è sessuale; allora l’amore è la sensazione di due cuori che battono allo stesso ritmo.Non è una questione di volti stupendi o di corpi meravigliosi. È qualcosadi molto profondo, è una questione di armonia. Solo se l’amore sorge dall’armonia, la nostra vita avrà successo, sarà una vita appagante nella quale l’amore diventa sempre più profondo, perché non dipende da qualcosa al di fuori di te; dipende da qualcosa di interiore. Non dipende dal naso e dalla lunghezza del naso, ma dipende da una sensazione interiore di due cuori che battono allo stesso ritmo. Quel ritmo può continuare a crescere, fino a raggiungere nuove profondità, nuovi spazi. Il sesso può farne parte, o può scomparire in esso.È molto più vasto del sesso. Quindi, non importa se la persona che amate è giovane o vecchia.”(da Beyond Enlightenment)

In un Darshan avuto nel 1978, chiesi a Osho quale fosse la mia principale caratteristica. Gli avevo sentito dire che, secondo Gurdjieff, il viaggio verso la scoperta di se stessi poteva cominciare solo se si conosceva la propria caratteristica principale e poiché non riuscivo a scoprirla da sola, gli avevo chiesto aiuto. La risposta di Osho fu: “Tu hai una buona caratteristica. È l’amore.Mmm? Ma ricordatene, perché l’amore può creare grossi guai e può anche generare una grande gioia. Bisogna essere molto attenti, perché l’amore è la nostra energia di base. Se si è attenti alla propria energiad’amore, tutto andrà bene. La caratteristica è molto buona, ma bisogna stare molto all’erta con l’amore. Ama sempre qualcosa che è più in altodi te e non avrai mai problemi; ama sempre qualcosa che è più grandedi te. Tutti hanno la tendenza ad amare cose che sono più in basso di loro, cose che sono più piccole di loro. Puoi controllare ciò che è più piccolo di te, puoi dominare quello che è più piccolo di te, quindi ti sentirai molto bene con ciò che è inferiore, perché tu apparirai superiore –in questo caso l’ego ne sarà appagato. E quando dall’amore cominci a creare l’ego, allora sei condannata all’inferno. Ama qualcosa di più elevato, di più grande, qualcosa in cui puoi perdertie che non puoi controllare; da cui puoi solo essere posseduta ma non puoi possedere. Allora l’ego scompare e quando l’amore è privo di ego, diventa preghiera.”

Trovai questa risposta molto misteriosa; capii solo che avrei dovuto dirigere la mia consapevolezza verso l’amore in quanto tale, verso quell’energia che è al di là delle esigenze biologiche. Amare l’amore in se stesso, perché l’energia è un fenomeno molto più vasto di me che non potevo toccare, non potevo manipolare o controllare, ma solo farmene possedere. Era una risposta che all’epoca era al di sopra delle mie possibilità, dovevo ancora crescere all’interno dell’amore. Con Osho ho passato molti anni felici senza avere un uomo, pensando che non ne avrei più avuto uno. Erano anni facili e pieni di pace, ma uno strato dopo l’altro continuava a cadere, lasciando esposta la profonditàa cui arrivano le radici del desiderio. Durante la prima settimana a Rajneeshpuram, mi trovavo vicino a un vecchio fienile, quando arrivò un furgone e una mezza dozzina di uomini scesero e si diressero alla vicina mensa. Erano tutti vestiti da cowboy,cappelli, jeans e stivali, eppure uno di loro mi colpì particolarmente. Riuscivo a vedere solo la sua schiena, ma il modo in cui camminava… mi innamorai. Si chiamava Milarepa e quel giorno, dopo aver mangiato, andammo a fare una passeggiata sulle colline; tornai alla mia lavanderia solo dopo le cinque. Fu l’inizio di sette anni di sogni impossibili. Milarepa aveva un senso della libertà che io desideravo per me stessa. Tuttavia, oscurata dal mio programma biologico, non guardavo dentro di me. Ero sempre alla ricerca di catturare e contenere ciò che era fuori di me, e lui mi faceva girare come una trottola! Amava follemente le donne, ne aveva molte, e io ero completamente persa per lui. Mi rendevo conto che era diventata un’ossessione, ma non potevo farci niente.A volte mi ritrovavo a camminare lungo il sentiero infangato, o innevato,che portava alla sua casa, dicendomi: “Non farlo, non andare a trovarlo,” ma, come in trance, mi muovevo verso una situazione che diventava via via sempre più disastrosa. Osho venne a sapere di questa mia storia d’amore tramite Vivek e un giorno, al discorso, disse: “…Chetana ha un uomo, Milarepa – Milarepa il Grande. Milarepa è un vero donnaiolo, conquista donne qui, là,dappertutto. E io non riesco neppure a riconoscerlo!” Continuò a scherzare dicendo che durante il drive-by cercava sempre questo Milarepa– donnaiolo per eccellenza – Osho voleva vedere che aspetto aveva,ma non ci riusciva. “Chi è questo Milarepa?” chiese Osho. “Ha certamente una personalità simile a quella di Lord Byron, visto che va con così tante donne, e nessuna donna si sente offesa. Accettano tutte il fatto che una persona simile non si può possedere.” (da La Bibbia di Rajneesh)

Il risultato di questo gioco di cui era stata fatta partecipe tutta la Comune, fu di ingigantire la mia più grande paura, che Milarepa mi lasciasse per un’altra donna. Tutte le donne nella Comune, adesso, volevano sapere chi era quest’uomo. Perfino anni dopo, alcune donne si avvicinavanoa Milarepa e gli dicevano: “Aah, allora sei tu Milarepa, ho sempre voluto incontrarti…!”.Ogni volta che vedevo Osho in privato, per portargli il tè o per accompagnarlonel suo giro in macchina, mi chiedeva come stava Milarepa. Ridacchiava quando gli dicevo delle sue nuove avventure e della mia disperazione. Molte volte gli ho chiesto: “Dovrei farla finita con lui?”. Ma mi rispondeva sempre di no. Una volta quando tornai a rifargli la stessa domanda, per l’ennesima volta mi rispose di non farlo, perché mi sarebbe mancato, ma io ribattei che non sarebbe durato a lungo. Allora Osho disse: “Ma tu mancheresti a lui…”. Cosa potevo farci? A modo mio ero molto ostinata, volendo “passare attraverso” tutti quei problemi con un uomo solo. Sentivo che non aveva senso cambiare partner, fare una nuova luna di miele, per poi dover affrontare di nuovo gli stessi problemi. E ho sentito Osho dire che il problema deve essere risolto dall’interno; cambiando amante il problema non cambia. “È esattamente come cambiare lo schermo, sapendo che il proiettore e il film sono sempre gli stessi. Puoi cambiare lo schermo, sostituendolo con uno schermo migliore, con uno più grande, o più ampio, ma non sarà una differenza sostanziale, perché il proiettore è lo stesso e il film è lo stesso. Tu sei il proiettore e tu sei il film, per cui proietterai le stesse cose su uno schermo differente. Lo schermo è quasi irrilevante. Una volta che lo hai capito, potrai vedere tutta la vita come maya, come uno spettacolo di magia. Allora tutto è interno; il problema non è fuori. Non si deve fare più niente all’esterno. La prima cosa è comprendere che il problema è in te; a quel punto l’intero problema si sposta e prende forma nel posto giusto, là dove è possibile affrontarlo e risolverlo. Altrimenti puoi continuare a guardare nella direzione sbagliata, e non vi sarà nessuna possibilità di cambiamento.”

Con questo, non credo che ci si debba trascinare in eterno in una relazione infelice. Fu la mia testardaggine a rendermi infelice, e adesso so che non c’è tempo per esserlo. La mia vita si muove così rapidamente verso l’ignoto, che può succedere qualsiasi cosa. È una cosa ovvia, sebbene sia difficile da ricordare a ogni istante. E quando me ne dimentico, e la vita mi sfugge dalle mani, guardo indietro e dico: “Se solo mi fossi ricordata che ‘anche questo passerà’…”.Una volta Vivek era sconvolta per la fine di una relazione d’amore e io dissi a Osho : “Col tempo si riprenderà.” Lui disse: “Non c’è bisogno ditempo – hai bisogno di tempo solo quando vivi nel passato. Se vivi nel presente, puoi lasciar cadere le tue sofferenze in questo preciso istante.”

Una sera, io e Milarepa passeggiavamo sulle montagne dell’Oregon. C’era la luna piena, stava arrivando la neve, il terreno era gelato; era un momento davvero perfetto e non mi ero mai sentita così rilassata e vicina a lui – proprio in quel momento mi disse che quella notte voleva stare da solo. Sono sempre stata dilaniata tra l’ammirazione per il suo coraggio nel fare ciò che voleva veramente e la rabbia che provavo contro di lui, perché non era come volevo io. Eravamo insieme da sei mesi, e avevamo deciso di andare in vacanza. Passammo un mese stupendo in California, dove ci raggiunsero i miei genitori dall’Inghilterra, per trascorrere qualche giorno con noi. Fu durante questa visita che compresi chiaramente fino a che punto mi ero allontanata dalle ‘norme’ sociali, senza più possibilità di contatto. Naturalmente l’amore faceva eccezione, ma quello può solo essere espresso tramite il silenzio: questo contatto comunque rimaneva. Mio padre mi chiese se volevamo avere dei bambini e io gli risposi che non ci sarebbero stati figli. Lui replicò: “Ma il vero scopo della vita è avere figli, la vera gioia nella vita sono i bambini.” “No,” gli dissi io, “Prima devo far nascere me stessa, non ho tempo da dedicare alla crescita di un bambino.” E aggiunsi che il mondo era già fin troppo popolato e che almeno qualche migliaio di persone, fra i discepolidi Osho, non avrebbe contribuito ad aumentare una massa che già gravava sulle risorse del pianeta: noi stavamo provando a migliorare la qualità della vita, non ad aumentare la quantità di esseri umani. È raro incontrare sannyasin che abbiano un figlio. Tutte le religioni organizzate tentano di aumentare il loro numero di fedeli dichiarando che il controllo delle nascite è un peccato: visto lo stato di cose, a me sembra ovvio che non sono affatto interessate alla qualità della vita, ma voglionosolo aumentare il numero del loro gregge. Nessuno avrebbe potuto essere più sorpreso di me, nel constatare il cambiamento dei miei istinti materni, quando incominciai a meditare. A vent’anni ebbi un figlio ma, non essendo sposata e non essendo in grado di mantenerlo come avrei voluto, (pensavo dovesse essere trattato da re) lo diedi in adozione. L’esperienza mi lasciò traumatizzata e depressa per molto tempo, e il solo consiglio che ricevetti da un membro di un’organizzazione cristiana per ragazze-madri fu: “Beh,spero ti serva da lezione!”. I miei istinti materni erano così forti, che decisi che avrei avuto quattro o cinque figli, non appena fossi stata in grado di mantenerli, con o senza marito. La gravidanza e il parto erano state le esperienze più stupende che avessi mai vissuto. Mi ero sentita totalmente a mio agio e tutt’uno con la Terra. Pensavo che l’aborto fosse un omicidio e che il diritto del bambino a vivere venisse prima di quello della madre. Dopo alcune settimane di Meditazione Dinamica i miei istinti materni sparirono completamente, senza lasciare nessuna traccia, senza rimorsi, nulla. Da quel giorno ho messo tutta la mia energia nel dare vita al mio essere e mi sono resa conto che la meditazione ti dà la stessa sensazione di unità di quando si aspetta un bambino.

Una storia d’amore in una Comune è una sfida più grande e più viva che non una relazione vissuta entro i limiti della società e della famiglia. Per prima cosa, la cerchia di amici è più vasta e più varia, per cui due persone non sono forzate a stare insieme tutto il tempo, per necessità. Essere circondati da tanti amici che stanno cercando di essere più amorevoli e comprensivi, rende molto più facile lasciar cadere la sofferenza e ridere insieme nello scoprire che soffriamo tutti delle stesse gelosie e possessività. Se una storia d’amore finisce, il processo di guarigione si conclude in qualche settimana, mentre in una città e in una società in cui ti senti un estraneo, può durare anni. La funzione di una Comune è anche rendere una persona consapevole della sua assoluta solitudine. So che può sembrare contraddittorio, ma non lo è. Vivendo in una Comune, sento di avere spazio per essere me stessa, non devo conformarmi a nessuna etichetta sociale. Sento di essere incoraggiata in ogni modo a esprimere la mia spontaneità e unicità. Se desidero stare in silenzio e ignorare tutti quanti, anche questo è perfettamente accettato.

Quando la Comune di Rajneeshpuram venne distrutta, io e Milarepa fummo separati e ambedue sentimmo la mancanza l’una dell’altro. In seguito lui si unì a noi in Uruguay e andammo insieme in Portogallo,in Inghilterra e poi in India… Osho ha fatto fare migliaia di chilometri alla nostra storia d’amore! Quando Milarepa arrivò in Uruguay, Osho parlò di lui in un discorso: “Quando è arrivato Milarepa ho chiesto a Vivek: ‘Ha portato la chitarra? E che altro fa di solito?’ Lei rispose: ‘Non fa nient’altro, suona la chitarra e va dietro alle donne.’ Allora le ho detto: ‘Informati se ha portato la chitarra. Perché dovrebbe cominciare a suonarla, altrimenti correre sempre dietro alle donne non gli farà bene alla salute. Una volta ogni tanto, solo per riposarsi,può suonare la chitarra.’ Ma non ha portato la sua chitarra. Penso proprio che dovrete comprargliene una, perché ha perso tutto. Adesso non deve preoccuparsi di perdere niente; può continuare a correre dietro alle donne…”.E lo fece… Milarepa era molto attratto da Vivek e decisero di passare la notte insieme. Quando Osho mi vide furiosa, mi chiese come mai ero così arrabbiata. Glielo spiegai e lui mi rispose che, se non riusciamo a dare ai nostri amanti la libertà di godersi l’intimità con altre persone, neppure quando siamo vicini al Maestro, vuol dire che ci comportiamo esattamente come il resto della gente nel mondo: “Se non può accadere qui, con me, dove potrà mai accadere?” mi chiese. La verità di questa piccola frase mi colpì molto e subito vidi le cose in modo diverso e capii, o per lo meno incominciai a vedere la situazione nella giusta prospettiva. Se Osho può essere così amorevole e così paziente con noi, sicuramente io mi posso almeno rilassare e non creare problemi se due miei amici vogliono passare un po’ di tempo insieme. Molto spesso ho dovuto ricordare a me stessa che non ero con Osho per sposarmi, o per trovare una relazione perfetta con qualcuno. Se lo avessi voluto, sarei potuta rimanere a casa mia, in Cornovaglia e sposarmi con un simpatico contadino o con un pescatore.

A Bombay, notai che Milarepa e Vivek stavano diventando irritabili. Non avevano più mostrato interesse o attrazione reciproca fin dai giorni dell’Uruguay, e Vivek era felice con Rafia. Ma Rafia era partito e notai che c’era qualcosa di represso tra loro due e l’atmosfera era tesa. Erano infelici, per cui una notte me ne andai da un amico e non tornai a casa. Il giorno dopo vidi che erano molto felici, l’atmosfera era mutata completamente. Non gli ho mai detto che me ne ero andata solo per dar loro spazio e neanche loro mi dissero niente, ma vedere due cari amici così felici per una cosa così piccola, per me è stato un importante passo avanti. Ho sentito Osho dire che noi, la sua gente, siamo collegati l’uno conl’altro tramite lui. È l’amore che io e il mio amante abbiamo per Osho a ispirare e a intensificare il nostro stesso amore. Dopotutto, siamo due ricercatori sul ‘cammino’. Il fatto che ci incontriamo lungo la strada è un regalo in più, una piccola dimostrazione di generosità da parte dell’esistenza. Quando due persone condividono l’amore per un essere umano come Osho, che straripa d’amore, il loro rapporto si eleva subito in un’altra dimensione. Ogni volta che Osho rispondeva a una poesia o a una domanda di Milarepa, mi toccava più profondamente di quando rispondeva a una mia domanda. Anche se Milarepa e io siamo stati insieme quasi sette anni, abbiamo sempre avuto ciascuno il suo spazio; per questo la nostra relazione è durata così a lungo. Ma quando tornammo in India, cominciammo a vivere insieme e le cose divennero più difficili. Eravamo nella situazionein cui nessuno dei due desiderava separarsi, ma nel  contempo non eravamo felici insieme. Io penso che nessuna coppia dovrebbe vivere insieme, se non per vacanze di qualche giorno. Più spazio c’è tra le due persone e più vivo è l’amore. Ognuno dovrebbe avere il proprio spazio, senza la certezza di incontrarsi tutti i giorni.

Osho ha narrato spesso un’antica leggenda, che a me piace moltissimo:due amanti erano molto innamorati e la donna voleva sposarsi. L’uomo le disse che l’avrebbe sposata, ma a una condizione: avrebbero vissuto in due case separate, sulle due rive opposte di un lago. “Se ci incontriamo per caso – potremmo incontrarci in barca sul lago o forse durante una passeggiata – la nostra sarà una meravigliosa avventura.” Ogni volta che Osho raccontava questa storia, ero percorsa da brividi di paura. Solo ora riesco a comprenderla, anche se c’è voluto del tempo. Una volta, a Rajneeshpuram, Osho ha detto senza mezzi termini, con esasperazione: “Nessuno di voi ha capito ciò che ho cercato di dirvi sull’amore.”Nel 1987, quando tornammo a Pune, Osho tornò a rispondere a domande sulle nostre relazioni amorose: “…Per quanto mi riguarda, non sono interessato alle vostre relazioni personali; quello è assolutamente un vostro incubo. Avete scelto di soffrire – soffrite. Ma quando mi fate una domanda, ricordatevi che io dirò semplicemente la verità così come la vede colui che può osservare, senza essere coinvolto. Nel mondo questo di solito non accade; quando ponete a qualcuno una domanda sulle vostre relazioni e sulle sofferenze che provocano, di solito venite consolati. Sebbene uomini e donne abbiano sofferto insieme, creando ogni sorta di problema gli uni per le altre, in diecimila anni non c’è stata alcuna rivoluzione, nessun cambiamento nelle relazioni amorose. Voglio aiutarvi a vedere con chiarezza come vi state creando il vostro mondo. Per me, siete il vostro mondo e siete i creatori del vostro mondo… siate forti, abbiate pazienza e fate uno sforzo per cambiare. Vorrei che foste più individui, più liberi, più attenti, più consapevoli, più meditativi. E queste situazioni possono diventare grandi opportunità per la meditazione. Ma se vi arrabbiate, se iniziate a dare in escandescenze,se iniziate a difendervi, per favore non fate domande. A me non interessa affatto: le vostre relazioni d’amore sono affar vostro. Il mio lavoro, qui, riguarda la meditazione. Ed è una cosa veramente strana: raramente mi fate domande sulla meditazione. Non sembra che sia il vostro interesse principale, non sembra che sia una delle vostre priorità, non è la cosa più importante nella vostra mente. Forse è l’ultima cosa nella vostra lista della spesa, certamente non è la prima; le prime voci della lista sono solo sciocchezze, stupidaggini. Così sprecate il vostro tempo e sprecate il mio tempo.” (da The Hidden Splendor)“

Senza la meditazione, ogni storia d’amore è destinata a fallire” – Osho.

In un discorso, sentii Osho dire che le coppie litigano sempre perché reprimono la loro sessualità. Credetti di avere una rivelazione. Pensai di essere sessualmente repressa e con il cuore in mano gli scrissi una domanda dicendo proprio questo. Il giorno dopo, lui rispose alla mia ‘domanda serissima’ con una valanga di barzellette sulle lady inglesi e sulle donne che si avvicinano alla menopausa, e continuò a scherzare dicendo che il mio fraintendere dipendeva dal fatto che Milarepa aveva di nuovo delle storie con altre donne! “Sei stata con me per così tanti anni – come puoi dire di essere sessualmente repressa? Mi rovinerai la reputazione!” disse Osho cercando di non prendere la mia situazione troppo seriamente. Ero furiosa.Il giorno dopo, rispondendo alla domanda di qualcun altro Osho disse: “Tutti i problemi nella vita, nell’amore, nei rapporti, vengono creati dalla nostra inconsapevolezza. Non sappiamo quello che stiamo facendo e quando ce ne rendiamo conto è troppo tardi. Quel che è fatto, è fatto…Proprio ieri sera, ho risposto alla domanda di Chetana, molto spensieratamente, con molto amore e con gioia. Ho scherzato, ho raccontato barzellette, ma lei era arrabbiata – glielo leggevo in faccia. Milarepa era arrabbiato. Non sapete quello che state facendo. Non avete nessun controllo su quello che fate; reagite sempre. Se Chetana avesse ascoltato quello che dicevo…stavo semplicemente dicendo: ‘Non prenderla seriamente!’ Io ci ridevo sopra, ma lei non riusciva a ridere. Voi tutti ridevate, perché non era un vostro problema. E più ridevate e più lei diventava seria…Nella vita di ogni persona arrivano dei periodi di cambiamento. E una delle cose più importanti da ricordare è questa: quando cambiate un certo modello di vita, dovete cambiare naturalmente. Non dipende da voi. La biologia vi rende sessualmente maturi all’età di tredici, quattordicianni; non dipende da voi. A una certa età, quando vi avvicinate ai quaranta o quarantadue, lo scopo della biologia è finito. Tutti quegli ormoni che finora vi avevano spinto inesorabilmente, stanno per sparire. Accettare questo cambiamento è molto difficile. Improvvisamente incominciate a pensare di non essere più belli, di aver bisogno di un lifting facciale. In Occidente, tutti cercano continuamente di imporsi sulla natura, pretendendo che le cose vadano come vogliono loro. Nessuno vuole diventare vecchio, per cui quando arriva il periodo di transizione da uno stadio della vita all’altro, si verifica un fenomeno molto strano – è ciò chesta succedendo a Chetana. Succederà, che io ne parli o meno…proprio come una candela arrivata alla fine, ha ancora pochi secondi prima diandarsene e, all’ultimo momento, improvvisamente la fiamma diventa più grande, sprigiona tutto il suo potere… Nessuno vuole scomparire.” Continuò spiegando che una persona che sta per morire può diventare d’acchito completamente sana, come se la malattia che la stava portando alla tomba, fosse sparita. Gli amici e la famiglia se ne rallegrano, ma in realtà significa solo che la morte è prossima. È l’ultimo guizzo della vita. Lo stesso succede col sesso – un ultimo sforzo – era per questo che la mia mente stava diventando tanto ossessionata dal sesso.“…Quando non si è più giovani e gli ormoni stanno per sparire e l’interesse per il sesso sta per morire – prima di morire esploderà con tutta la sua forza. Se andate da uno psicanalista, vi dirà che siete sessualmente repressi. Ma io non posso dirlo, perché so che questo improvviso, incredibile attacco di sessualità, sparirà da solo, non dovete fare niente. È il segnale che la vita sta passando attraverso un altro cambiamento. Adesso, la vita sarà più calma, più tranquilla. In verità, stai entrando in uno stadio migliore.Il sesso è infantile. Più diventate maturi e più perde di importanza per voi – è un buon segno. C’è da esserne felici. Non è un problema da risolvere. È qualcosa da celebrare. In Oriente nessuna donna vive come un problema la transizione dalla giovinezza alla vecchiaia. Anzi, è molto felice che ora il vecchio diavolo se ne sia andato e la vita possa essere più tranquilla. Ma l’Occidente vive in molte illusioni. Una è l’illusione che ci sia solo una vita. Questo crea problemi immensi. Se esiste solo una vita e il sesso sta per sparire,vuol dire che siete finiti. Adesso, nella vostra vita non ci sono più opportunità, non ci sarà più eccitamento. Nessuno vi dirà: ‘Sei bello, ti amo e ti amerò per sempre.’ Come prima cosa, quindi, l’illusione di avere una vita sola crea un problema. In secondo luogo, gli psicanalisti e gli altri terapisti hanno creato un’altra illusione: il sesso è sinonimo di vita. Più siete sessuali, e più siete vivi. Quindi, quando il sesso comincia a sparire, ci si sente come una cartuccia usata; non ha più senso vivere; la vita finisce quando finisce il sesso. Per questo la gente prova a fare le cose più strane: plastica facciale, chirurgia plastica, seni finti. È stupido, semplicemente stupido. Ricevere attenzioni è uno dei più grandi bisogni dell’uomo, in particolare delle donne; l’attenzione è come il cibo, una donna soffre immensamente quando nessuno le dà attenzione. E ha solo il corpo, non ha nient’altro con cui attrarre le persone. L’uomo non le ha permesso di avere altre dimensioni in cui possa diventare una famosa pittrice, una danzatrice, o una cantante, una professoressa erudita. L’uomo ha elimina totutte le altre dimensioni dalla vita della donna, grazie alle quali può essere attraente ed essere rispettata anche quando diventa vecchia. L’uomo ha lasciato alla donna solo il suo corpo e questo crea nella donna un forte attaccamento al corpo, e la possessività e la paura che la persona che l’ama possa lasciarla e trovare qualcun altro. Senza attenzioni, incomincia a sentirsi come morta: che senso ha la vita se nessuno ti presta attenzione? Non ha una sua vita intrinseca che le appartenga. Ma con me dovete imparare alcune cose. Prima di tutto, una profonda accettazione di tutti i cambiamenti che la natura vi porta. La giovinezzaha la sua bellezza. La vecchiaia ha la sua bellezza. Non sarà sessuale,ma se avete vissuto in pace, in silenzio, in meditazione, la vecchiaia avrà il proprio splendore. L’amore arriva solo quando sei al di là della schiavitù biologica, in questo caso l’amore ha una sua bellezza. Non solo dovete accettare quandola vita passa attraverso cambiamenti biologici, dovete anche celebrare il superamento di tutta quella stupidità, il fatto che adesso siete liberi dalla costrizione biologica. È solo una questione di condizionamenti. Si deve accettare la vita; ma la tua inconsapevolezza ti impedisce di accettare la vita così com’è. Vuoi qualcos’altro. Va benissimo quando il sesso scompare. Sarete più capaci di stare da soli, vi sarà più facile essere beati, senza sofferenze, perché tutto il gioco del sesso non è altro che una lunga catena di miserie, litigi, odio, gelosia, invidia. Non è una vita pacifica. Sono la pace, il silenzio, la beatitudine, la solitudine, la libertà che ti fanno assaporare il vero gusto della vita. Per la prima volta la vita è centrata su se stessa; non dovete più mendicare niente dagli altri. Nessuno può darvi la beatitudine; nessuno può darvi l’estasi. Nessuno può darvi il senso di immortalità e la danza che lo accompagna. Nessuno può darvi il silenzio che diventa una canzone nel vostro cuore.” (da The Invitation)

L’impatto che questo discorso ha avuto su tutte le donne dell’Ashram è stato fortissimo. Non c’era una donna che non si identificasse col problema di cui aveva parlato Osho. Sembrava aver risposto non solo a me,ma a tutte le donne, come accade sempre quando parla. Non mi ero resa conto di quello che mi era successo in quei quattro o cinque mesi in cui io e Milarepa avevamo vissuto insieme. Lui era attratto da ragazze molto giovani e io avevo perso la mia integrità, la mia dignità, paragonandomi con loro e sentendomi, ovviamente, inadeguata. Non avevo la personalità spumeggiante di una ragazzina, per cui sentivo che mi mancava qualcosa. Ero confusa, non sapevo più nemmeno se avevo una personalità. Non avevo più nessuna consapevolezza di me stessa e la mia attenzione era a fuoco su tutte le persone che mi circondavano. Incominciai a usare la tecnica dell’autoipnosi, per scoprire le radici del modello di comportamento che la mia mente segue nelle relazioni sentimentali. Salvo rare eccezioni, mi sono sempre innamorata di uomini che fondamentalmente non erano interessati ad avere una ragazza fissa. Uomini che davano valore soprattutto alla propria libertà e che sentivano una minaccia il modo in cui mi relazionavo a loro. Per più di una settimana, mi sdraiavo sul letto un’ora al giorno e mi autoipnotizzavo. Mi rivolgevo al mio inconscio con la domanda: da dove viene questo modello di comportamento? Lentamente è entrata nella mia mente cosciente, e ho capito che quel modello di comportamento apparteneva a mia madre. Il suo amante la lasciò quando era incinta di me, e quando un bambino è nel ventre materno, non eredita solo la fisiologia, ma anche la psicologia. Anche nella pancia, gli umori e le emozioni della madre toccano profondamente il bambino. Sono nata e cresciuta con l’idea che un uomo che ti ama è qualcuno che ti lascia. Da bambina e durante l’adolescenza, mi innamoravo continuamente di ragazzi che non volevano stare con me. Per me era naturale desiderare un uomo con cui non potevo stare. Scoprire che la fonte di quel modello mentale non era neanche mia, ma di mia madre, mi ha dato una grande libertà. Non dovevo più essere schiava di pensieri che, dopo tutto, non mi appartenevano. Certo, questo non significava che i pensieri non mi venissero più, ma ora si era creata una certa distanza.

Continuavo ad amare Milarepa, ma incominciavo a dare valore alla mia libertà e non a cercare di privarlo della sua. Mi resi conto che senza la mia libertà ero una mendicante ed avrei sempre cercato l’aiuto di qualcun altro. La cosa che avevo temuto di più, si è avverata: io e Milarepa siamo diventati grandi amici. La follia e il desiderio sono scomparsi dal nostro rapporto, e quello che avevo tanto temuto, in effetti, si è rivelato come la cosa più bella che sarebbe mai potuta accadere. Adesso, quando lo guardo, sento un grande amore. Lui è ancora molto affascinante come lo è sempre stato, ma non voglio più niente da lui e nei suoi occhi vedo amore senza paura, un amore che mi fa sciogliere.

“Tutto cambia – e l’amore non fa eccezione. Forse, sono la prima persona che vuole far capire a tutti che l’amore cambia: nasce, matura, invecchia e muore. E penso che vada benissimo così. Ti dà molte più opportunità di amare altra gente, di arricchire lavita, perché ogni persona ha qualcosa di speciale da darti. Più amate, più siete ricchi e più diventate amorevoli. E se lasciate cadere la falsa idea di permanenza, la gelosia sparirà automaticamente; in questo caso non ha senso. Così come un giorno vi siete innamorati e non potevate farci niente, un altro giorno vi disinnamorerete e non potrete farci niente. Una brezza è entrata nella vostra vita e se ne è andata. Era stupenda, profumata e fresca e vi sarebbe piaciuto che rimanesse per sempre. Avete provato a chiudere tutte le finestre e le porte permantenere fresco quel venticello, ma chiudendo porte e finestre avete ucciso la brezza, la sua freschezza, la sua fragranza; è diventata stagnante.” (da Beyond Psychology)

Quando il mio rapporto con Milarepa finì, e prima che incominciassimo a essere grandi amici, ci fu una fase dolorosa, ma feconda, in cui guardai dentro me stessa. Trovandomi senza qualcuno accanto, la mia solitudine si stagliava come una macchia intensamente bianca su uno sfondo nero. Questa è una delle cose più incredibili del cammino spirituale– tutto viene usato per l’esplorazione interiore. Più un’esperienza è dolorosa e più si è incentivati a guardarsi dentro e a non perdersi nei sogni. In queste situazioni,  pensare diventa pericoloso, e mi ritrovavo a camminare sul filo del rasoio della consapevolezza. Sono rimasta da sola per un anno, e quando ho incominciato a sentirmi integrata nella mia vita, quel grande mistero che io chiamo amore è accaduto di nuovo. Ma questa volta è diverso. Ho rotto quel modello dell’amore a una sola dimensione e trovo che le mie storie d’amore mi servono moltissimo ad affinare la consapevolezza. Ogni momento che passo insieme al mio amante è come se fosse il solo momento che abbiamo. Non ho più l’illusione del tempo che si estende all’infinito con quella persona, perché la vita mi ha insegnato che le cose cambiano continuamente. Questo crea leggerezza e profondità al tempo stesso. A volte sono ancora gelosa, ma non mi torturo più e non continuo a rimuginarci sopra con la mente. Quando arriva un pensiero di gelosia, riesco a dire: “Buongiorno gelosia.” Mi chiedo se voglio essere infelice o lasciar perdere. Come posso essere ‘infelice’ quando ho solo ‘questo momento’ per stare col mio innamorato? Domani non ci sarà più e quindi decido di essere felice oggi. È una questione di scelta, la scelta contro l’abitudine. E l’unica maniera è essere nel momento presente. Secondo me, il cammino spirituale si muove verso l’alto come una spirale, proprio come un sentiero di montagna. Ecco perché passo attraverso le stesse ‘storie’, le stesse emozioni, che si ripetono, eppure…ogni volta sono leggermente differenti, un po’ più alte, con un po’ più di consapevolezza. Prima di diventare sannyasin, evitavo le situazioni di gelosia, non essendo totale con nessun uomo. L’unica eccezione era Lawrence, il cui modo di amarmi mi rendeva totalmente sicura del suo amore. Vivevamo insieme, tuttavia lui andava anche con altre donne. E in qualche rara occasione, se una donna gli piaceva in modo particolare, la portava a casa per farmela conoscere. I miei amici mi dicevano che non era possibile che lo amassi, perché non ero gelosa. Ero molto sconcertata! Di recente, ho compreso una cosa che Osho ha sempre ripetuto: se c’è gelosia non c’è amore – la gelosia è connessa al sesso e non all’amore. È stata una comprensione importante: ma con Osho è così. Insiste sulle comprensioni esistenziali, per esperienza diretta, e io ho dovuto esplorare tutte le dimensioni possibili e immaginabili delle relazioni amorose, per vedere tutti i mostri e i demoni del mio inconscio, e per sperimentare tutte le passioni e i desideri che l’inconscio scatena. In tanti anni di lavoro interiore, ho visto all’improvviso i mostri e i demoni del mio inconscio risvegliarsi e sollevare le loro orribili teste. Ma una volta che sono cosciente della loro presenza, con uno sforzo della consapevolezza, posso vederli come modelli di comportamento che interferiscono con la mia libertà. Ora riesco a vedere di più la mia dipendenza, tipica delle donne, e la cosa incredibile è che, quando ne divento consapevole, si crea una distanza ed essa non influenza più la mia vita, ma si limita a passare sullo schermo della mente. Ad esempio, quando dico “ciao” al mio amore, lui può dirmi: “Ci vediamo dopo” e, senza che nemmeno parli– c’è ancora un sorriso sul mio volto – sento i miei occhi come quelli di un mendicante, e una voce dentro di me che dice: “Più tardi? Ci vediamo dopo? Ma dove? Quando? A che ora?” La cosa diversa è questa: adesso riesco a cogliere quella richiesta di elemosina, è simile a un lampo… ma non riesce più a travolgermi. Per un istante, vedo questo “Dove? A che ora? Ci incontreremo ancora?”…È presente. Poi capisco che quello è il punto, che questo modo di comportarsi lo abbiamo ereditato dalla preistoria, dall’epoca in cui le donne erano completamente dipendenti dagli uomini che portavano nella caverna la carne per donne e bambini. Ma i tempi sono cambiati! E poi, accidenti, la carne non la mangio più!

Stare insieme a una persona in modo giocoso e leggero, per il gusto dell’amiciziae per creare una comunione giorno per giorno, penso sia la direzione in cui Osho voleva che ci muovessimo. Tuttavia, vorrei anche dire che l’ultima cosa che Osho mi ha detto rispetto alle relazioni amorose è stata: “Ogni storia d’amore è un disastro!!!”. Mi sembra importante sottolineare che tutte le citazioni delle parole diOsho, da me usate, sono funzionali al mio contesto e basate sulla mia comprensione… ed è possibile applicare le parole di Osho a qualsiasi situazione. In verità, Osho non può essere spiegato a parole: io mi limito a usare le sue parole così come le capisco, perché di fatto la mia comprensione è l’unica cosa che posso offrire. Il mio amore per Osho è sempre stato spirituale, il mio rapporto con lui è basato sulla meditazione. Non esiste attrazione biologica e la stessa cosa vale per tutti i discepoli, donne e uomini. Se posso fare l’esperienza di questo amore con Osho, spero un giorno di essere in grado di sperimentarlo con chiunque, con ogni essere vivente del pianeta.

Osho: “Il Maestro è un’assenza. Ogni volta che voi diventate un’assenza, due zeri si dissolvono l’uno nell’altro. Due zeri non possono rimanere separati. Due zeri non sono due: diventano un unico zero. Proprio alcuni giorni fa ho detto che da parte mia non c’è rapporto, la relazione tra Maestro e discepolo è una strada a senso unico. Chetana mi ha scritto una bellissima lettera dicendo: ‘L’hai detto molto bene, era come una pillola amara ricoperta di zucchero, ma mi si è fermata in gola.’ Chetana, bevimi di più, così può scendere. Bevi di più da uno che non esiste più. Posso capire, fa male. È una pillola amara, anche se ricoperta di zucchero. Fa male sentire che il rapporto è solo da parte tua e non da parte del Maestro. Tu vorresti che anche il Maestro avesse bisogno di te. Vorresti che ti dicessi: ‘Ho bisogno di te, ti amo moltissimo.’ Posso capire il tuo bisogno, ma non sarebbe vero. Posso solo dirti: ‘Non ho bisogno di te, ti amo.’ Il bisogno esiste solo con l’ego. Io non posso avere un rapporto con te, perché io non sono. Tu puoi continuare ad avere un rapporto con me, perché ci sei ancora, ma quel rapporto sarà incerto, sarà tiepido. Se anche tu scompari, nel modo in cui io sono scomparso, allora vi sarà un incontro, non un rapporto, ma una fusione. Un rapporto non può soddisfare. Siete passati attraverso mille rapporti e cosa è successo? Avete amato, avete avuto amicizie, avete amato vostro padre e vostra madre,vostro fratello e vostra sorella, avete amato la vostra donna, vostro marito, vostra moglie, avete amato un’infinità di volte, avete creato molte volte dei rapporti. E lo sapete, ogni rapporto lascia un sapore amaro in bocca. Non vi rende contenti. Può soddisfarvi per un attimo, ma poi di nuovo vi sarà insoddisfazione. Può consolarvi, ma di nuovo vi verrete a trovare nella freddezza della solitudine. I rapporti non contano nulla. Ciò che conta è la comunione, la fusione. Quando siete in un rapporto, siete separati, e nella separazione rimarrà sempre e per forza quel brutto, fastidioso creatore di agonie che si chiama ego; scompare solo nella fusione. Per cui, Chetana, bevi un po’ più della mia assenza, bevi un po’ più del mio amore che non ha bisogno di te. Allora la pillola scenderà giù per la gola e potrai digerirla. E arriverà un giorno, un grande giorno, quando tu mi amerai, ma non avrai bisogno di me. Quando due persone si amano e nessuno ha bisogno dell’altro, l’amore mette le ali. Non è più ordinario, non è più di questo mondo, appartiene all’aldilà. È trascendentale.” (da Unio Mystica, Volume 1)

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